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Agriturismo Santa Reparata di ADDIS Rosalia

L'Agriturismo   Santa  Reparata si trova all'interno della Sardegna a circa 650 mt. s.l.m. in Località Santa Reparata nel Comune di BUDDUSO' al Km. 33,500 della Strada Statale 389 che da Alà dei Sardi sale a Buddusò. Dista circa 50 Km. da Olbia e circa 120 Km. da Porto Torres, porti d'arrivo del maggior numero di traghetti dal "Continente".

Per raggiungerci, se provenite da Olbia, prendete lo scorrimento veloce direzione Nuoro, proseguite poi per Loiri - Padru e quindi per Ala' dei Sardi (S.S. 389); entrate in Alà dei Sardi (non prendete la strada a scorrimento veloce che e' alla vostra sinostra, ma proseguite sulla strada statale) superato Alà dei Sardi al Km 33,500 ci troverete (attenzione alla nostra grande insegna posizionata a destra della strada).

 

ATTENZIONE: ANCHE  SE  SULLA CARTINA PUO' SEMBRARE  IL  PERCORSO MIGLIORE  PROVENENDO DA OLBIA NON PRENDETE DIREZIONE: "MONTI".





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o                            

BUDDUSO’
Buddusò è situato su di un altopiano a circa 700 mt. s.l.m. e conta una popolazione di circa 4.000 abitanti.
Le strade che lo collegano ad Olbia, a Porto Torres ed Alghero sono scorrevoli e permettono di raggiungere agevolmente il paese il cui nome sembrerebbe derivare da “biddisò” (che in Gallurese e Sassarese significa “passero”), in riferimento alla frequentazione della località da parte di numerosi passeri.
Diversi sono i borghi che fiancheggiano e contornano il paese di Buddusò, dove siti archeologici, naturalistici, antropologici e religiosi fanno di questo una singolare peculiarità, nella forma e nella forza comunicata dall’ospitalità dei fieri pastori e delle genti del luogo.

 

Il centro conserva ancora integri gran parte dei caratteristici edifici ottocenteschi in granito, alti e snelli di semplice ed elegante architettura. 
Si può affermare che la storia e la cultura di questo centro è scritta sulla pietra locale: il granito. 
E’ la stessa materia con cui nel Neolitico e nell’Età Nuragica si scavavano le Domus de Janas e si costruivano i Nuraghi. 
E’ la materia che generazioni di scalpellini hanno lavorato  producendo cantonetti, colonnine, camini e altri manufatti per l’edilizia e l’arredo urbano.
In centro si possono anche visionare alcuni Murales di buona fattura.
Grazie al "Simposio Internazionale sul granito", Buddusò possiede un centinaio di sculture in granito che abbelliscono le piazze, i giardini e le strade, facendo nel centro un vero e proprio museo all’aperto
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Il territorio di Buddusò ha un’estensione di circa 20 mila ettari, per più della metà ricoperta da boschi di sughere, lecci, roverelle e un fitto sottobosco di tamaricci, erica, lavanda, lentischio e mirto.  Vi si trovano in maniera copiosa anche le essenze officinali,e non è raro trovare famiglie di pastori che si curano con le stesse, con infusi, tisane ed impacchi. Studiosi della materia sostengono proprio che attraverso tali e tante varietà,la pratica di bagni di fieno sarebbe sicuramente miracolosa. Sono tanti i botanici che definiscono questo habitat paradisiaco per il regno vegetale, tante che la certificazione del sughero estratto dalle sugherette attesta che è il  migliore del mondo. 
All’interno dello stesso territorio vi è un demanio comunale con riserva faunistica di circa 9 mila ettari. Al suo interno sono molte le specie animali che lo popolano, su tutte:cinghiali, lepri, mufloni, pernici, poiane.

 

Antiche leggende che ruotano attorno al paese di Buddusò
II nuraghe Iselle sito a due chilometri da Buddusò, acquista maggior importanza per le sue leggende. Si dice fra l'altro che uno sconosciuto, maestro d'arte divinatoria, giunse in tempi antichissimi a Buddusò e venne ad Iselle alla ricerca di straordinari tesori. Si sa che l'arte ha i suoi limiti ma l'immaginazione non ne ha, quindi l'uomo dove non può appagare la ragione si compiace di secondare la fantasia. Essa, pur rimanendo eternamente giovine, con sbrigliata spontaneità, crea e forma. Si dice, col solito carattere popolare ed ingenuo, che alla fine dell'alto medioevo, il nuraghe era fonte di terrore per gli abitanti dei paesi circonvicini. Gli antri tenebrosi di questo edificio arcano, misterioso, servivano di rifugio ad una masnada di birbe matricolate che mettevano col loro brigantaggio, a dura prova gli incauti passeggeri che transitavano nelle vicinanze. Si dice, ed i vecchi lo confermano anche oggi, che i ruderi del nuraghe nascondano fra le macerie anfore piene di monete d'oro, giare ricolme di oggetti preziosi, ziri di raro pregio per la loro rarità, cofani con perle e gemme di immenso valore per la loro bellezza, ecc. ecc. Uno sconosciuto, maestro d'arte divinatoria, giunto a Buddusò dal lontano paese di Perdasdefogu, chiamò a sé un drappello di uomini forti e coraggiosi, e con la promessa di lauti guadagni, li convinse a seguirlo fino ad Issile per la scoperta di un ingente tesoro. Lo sconosciuto lungo il viaggio andava ripetendo ai compagni di ventura, gli ultimi ammonimenti: «coraggio, silenzio e sangue freddo. La vostra forza d'animo nell’affrontare le difficoltà ci schiuderà le porte della felicità. Le arti subdole delle forze internati non prevarranno ». I lavori di scavo ebbero inizio allo scoccar della mezzanotte. Le tremule fiammelle di due candele di cera nera fugavano le tenebre, e nel silenzio, mentre cadenzati e continui si facevano sentire i colpi di piccone, l'incognito biascicava preghiere da un libro ingiallito dal tempo e dall'uso. Dalle macerie smosse, sbucò un serpente lungo, grigio-azzurro, di corpo robusto, squamoso, con la lingua bifida, con due denti laterali aguzzi e con gli occhi dalle pupille dilatate. Nessun timore, nessuna perturbazione nervosa suscitò la improvvisa scena, nell'animo degli scavatori. Il serpente sparì come per incanto.
Apparve poi una donna di fattezze mostruose, discinta, brutta come una megera. Aveva le mani e i piedi armati di artigli come un'arpia, le mammelle oblunghe e turgide i cui capezzoli toccavano terra. Incedeva a passi lenti, solenne come un monumento. Ad ogni passo pigliava con entrambe le mani, prima l'una poi l'altra mammella, se le caricava sulle spalle e defluivano subito sul petto come materia viscida.  Tratto tratto, faceva sentire una voce cavernosa che si perdeva lontano lugubremente. Gli scavatori clandestini, a tal vista deposero gli attrezzi e si diedero a precipitosa fuga scomparendo nella notte fonda. Altre chiacchiere del popolino credulone ed ignorante attestano che tra le viscere della terra si insinua una lunga galleria che mette in comunicazione il nuraghe Iselle col nuraghe Ruju. I meandri conserverebbero tuttora immensi tesori, gelosamente custoditi da animali favolosi che, come il dragone, hanno l'agilità dell'aquila, la forza del leone e la coda di serpe.  Alcuni speleologi improvvisati, avidi di ricchezze, scomparvero tra quelle tortuosità scabrose e disgraziatamente non trovarono la via del ritorno. O perirono di fame o lasciarono la vita nelle fauci dei mostri che ancora esisterebbero benché in numero limitatissimo. L'asperità del luogo se contribuisce a renderne difficile la cattura, rende di conseguenza difficile e lenta l'estinzione della specie.

  

  

Nuraghe Ruju

Nuraghe Loelle

 

Domus de janas Iselle

 

Nuraghe Ruju

II

II


  
  

Agriturismo Santa Reparata di ADDIS Rosalia
Residenza turistico-alberghiera iscritta all’Elenco Regionale Operatori Agrituristici Sardegna il 05/10/93 al N.°243
Strada Statale 389 Km. 33,500 - Loc. Santa Reparata - 07020 BUDDUSO’ (OT)
Tel. 079715463 - Cell. 3487935303
E-mail: santareparata@tiscali
.it
PEC: agriturismosantareparatadiaddisrosalia@pec.it

:
http://www.facebook.com/agriturismosantareparata.cossu
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